Fausto Pirandello

Roma, 17 giugno 1899 – 30 novembre 1975
Figlio di Luigi Pirandello. Studiò scultura con S. Lipinsky; poi dal 1923 si dedicò alla pittura. Nel 1927, recatosi a Parigi con G. Capogrossi, studiò in particolare P. Cézanne e G. Braque (Natura morta con molle, 1928, Roma, Galleria nazionale d’arte moderna). Tornato in Italia nel 1930, fu a contatto con la Scuola romana e con la galleria La Cometa. Interessato agli aspetti della vita quotidiana e della solitudine, dipinse senza enfasi celebrativa vedute di città, interni e nature morte (Oggetti, 1933; Tetti, 1934-35; Siccità, 1938 circa, Roma, Galleria nazionale d’arte moderna). Eseguì anche notevoli ritratti con tecnica espressionista (Ritratto di Lietta, 1930-31, Roma, Istituto di studî pirandelliani). Poi si volse poi all’astrattismo, inteso come eliminazione di ogni elemento naturalistico e ricerca materica e coloristica (Natura morta, 1948, Torino, Civica galleria d’arte moderna). Dagli anni Cinquanta riprese tematiche e tecniche precedentemente affrontate.
1934

Pastori

Olio su tavola cm. 75 x 103
1946 ca.

Autoritratto

Olio su tavola cm. 60 x 41

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